Non è vero che il bicameralismo paritario non permette di legiferare

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Si dice che il bicameralismo paritario (cioè indifferenziato) è un ostacolo per il Paese e che la riforma assicura maggiore rapidità ed efficacia nell’approvazione delle leggi. Ma qual è la situazione attuale?

Quanti “rimpalli”?

Con riferimento alla XVI legislatura, l’Ufficio Studi del Senato ha calcolato che mediamente: una legge ordinaria viene approvata dalle due Camere in 53 giorni; un decreto-legge viene convertito in 46 giorni; una legge finanziaria passa, con la doppia lettura conforme, in 88 giorni.
La stragrande maggioranza delle leggi è approvata con due sole letture, mentre il “ping pong” da una Camera all’altra (c.d. navette) riguarda meno del 3% delle proposte di legge:

XVI legislatura, numero complessivo di letture
Disegni di legge con più di 4 letture divenuti legge 3
Disegni di legge con 4 letture divenuti legge 12
Disegni di legge con 3 letture divenuti legge 75
dei quali: decreti – legge 24
Disegni di legge con 2 letture divenuti legge 301
dei quali: ratifiche 131
decreti legge 82

Confronto con la produzione legislativa di altri paesi dell’U.E.

Se paragoniamo la produzione legislativa italiana con quella di altri Paesi, risulta evidente che il bicameralismo paritario non impedisce di legiferare.

1L’elevato numero delle leggi tedesche dipende dal fatto che in Germania si approva una legge di attuazione per ogni direttiva europea e, soprattutto, molte leggi hanno un contenuto molto dettagliato o sono finalizzate alla “manutenzione” normativa (riordino, abrogazione espressa di norme). Da noi, invece, spesso una sola legge disciplina molti argomenti diversi.

1997 – 2011 su (fonte: Camera deputati)
Germania 2153 leggi approvate1
Italia 1894 leggi approvate
Francia 1385 leggi approvate
Spagna 700 leggi approvate
Regno Unito 630 leggi approvate

I tempi di approvazione non dipendono tanto dal bicameralismo quanto dalla volontà politica: per la legge Fornero sono bastati appena 16 giorni e per il Lodo Alfano 20 soltanto, mentre ce ne sono voluti 871 per la legge sull’agricoltura sociale e 1456 per
la legge anticorruzione… Un ultimo esempio: l’Italia attendeva dal 1988 una legge sulle unioni civili. Ciò perché i partiti non si erano mai messi d’accordo, non perché c’era il Senato!

Al contrario: bulimia legislativa

La convinzione che il bicameralismo impedisca al sistema parlamentare di funzionare è sorprendentemente in contrasto con la percezione, diffusissima presso l’opinione pubblica, che ci siano troppe leggi. La verità è che il legislatore decide troppo,
troppo rapidamente e modifica costantemente quanto già disposto in precedenza. Ciò, evidentemente, è sintomo che quella decisione non era stata sufficientemente ponderata, né era maturata nella società: le questioni sulle quali c’è un consenso collettivo consolidato non necessitano di continui cambiamenti.

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