Nei paesi normali la sera delle elezioni non si sa chi ha vinto

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La nuova legge elettorale, l’Italicum, prevede un sistema elettorale che non corrisponde a nessuno dei modelli esistenti in democrazia e impone per via giuridica la formazione di una maggioranza fissa alla Camera (340 deputati), al di là di come i cittadini voteranno. Pur dichiarandosi formalmente proporzionale, infatti, prevede un abnorme premio di maggioranza che ne fa un caso isolato in Europa, con l’unica – ma non rassicurante – eccezione dell’Ungheria di Orban. Saremo l’unico sistema parlamentare che avrà un vincitore la sera delle elezioni.

Precedenti storici

Sono state fatte leggi elettorali simili nel corso del Novecento:

  • la legge Acerbo del 1923: se la lista più votata a livello nazionale avesse superato il 25% dei voti validi, avrebbe automaticamente ottenuto i 2/3 dei seggi della Camera dei deputati; tutte le altre liste si sarebbero divise 1/3 dei seggi. Se nessuna avesse superato la soglia, non sarebbe stato assegnato alcun premio di maggioranza e tutti i seggi sarebbero stati ripartiti tra le liste in proporzione ai voti ricevuti;
  • la “legge – truffa” del 1953: il premio di maggioranza assegnava il 65% dei seggi della Camera dei deputati alla lista o al gruppo di liste collegate che avesse superato il 50% dei voti validi;
  • il cd. Porcellum (con cui abbiamo votato alle ultime elezioni): non prevedeva una soglia minima di voti per ottenere il 54% dei seggi in Parlamento; assegnava il premio di maggioranza al Senato su base regionale, creando il rischio che il premio venisse assegnato a una lista diversa in ogni Regione e si creassero maggioranze diverse tra le due Camere.

L’Italicum

L’Italicum prevede un meccanismo apparentemente proporzionale (seggi contesi per liste di candidati) ma è sostanzialmente maggioritario, perché assegna alla lista che vince – al primo o al secondo turno – più della maggioranza assoluta alla Camera (340 seggi su 630). Nei fatti, funziona come il Porcellum considerato illegittimo dalla Corte costituzionale.
Nella sentenza n. 1/2014 la Corte afferma che, per non distorcere eccessivamente la volontà degli elettori in nome della governabilità, occorre stabilire una soglia minima di voti da raggiungere per far scattare il premio di maggioranza.
Dunque: se l’elettorato è molto diviso, il Parlamento deve rispecchiare queste divisioni; se invece una forza politica arriva molto vicina alla maggioranza, il premio di maggioranza può servire a darle la maggioranza assoluta.
L’Italicum fissa una soglia del 40%, ma, se nessuno la raggiunge al primo turno, si va al ballottaggio tra le prime due liste più votate, a prescindere da quanti voti avessero ottenuto al primo turno, e alla vincitrice viene comunque assegnato il premio. Per essere chiari: con la legge fascista Acerbo perché scattasse il premio occorreva avere almeno il 25% dei voti; con l’Italicum può essere sufficiente una percentuale più bassa!
Con l’Italicum, l’Italia è l’unico tra i 28 Paesi dell’UE ad avere adottato un sistema elettorale con premio di maggioranza, doppio turno di lista e attribuzione certa di una maggioranza più che assoluta dei seggi a un solo partito.
Un premio di maggioranza così grande esiste solo in Ungheria, mentre in Grecia, anche se il partito più votato riceve un premio di 50 deputati su 300, nelle elezioni degli ultimi anni ciò non ha mai consentito al vincitore di raggiungere la maggioranza assoluta dei seggi.
L’Italicum non ci avvicina neppure:

  • alla Germania, dove (dopo Hitler) non si è mai avuto un Governo composto da un solo partito né un Governo uscito meccanicamente dalle urne la sera delle elezioni;
  • alla Spagna, in cui il sistema elettorale favorisce il bipolarismo, ma non lo assicura (nelle ultime elezioni segnate da scelte elettorali diverse dai tradizionali popolari e socialisti, non è emerso dal voto un Governo precostituito);

né ci avvicina ai Paesi in cui esiste un sistema elettorale maggioritario a doppio turno, perché:

  • in Francia il doppio turno (di collegio uninominale) non assicura affatto di conoscere il vincitore la sera delle elezioni, perché se il sistema politico diventa tripolare – cioè se emergono più di due forze politiche consistenti – il Parlamento francese non avrà una maggioranza predefinita;
  • il sistema inglese (uninominale maggioritario senza alcun correttivo) attribuisce la maggioranza dei seggi ad un partito che ottiene meno della maggioranza assoluta dei voti (quando sia, cioè, leggermente minoritario), ma ciò non accade sempre: nella scorsa legislatura nessuno ha avuto la maggioranza e si è fatto un Governo di coalizione tra conservatori e liberali.

Cosa è accaduto nelle elezioni politiche del 2013, con il premio di maggioranza del Porcellum

COALIZIONE/LISTA VOTI RICEVUTI (%) SEGGI ALLA CAMERA
Centrosinistra 29,55% 345 su 630 (54,7%)
Centrodestra 29,18% 125 su 630 (19, 8%)
M5S 25,56% 109 su 630 (17,3%)

Ad una differenza di 280.000 voti tra la coalizione di centrosinistra e centrodestra, pari allo 0,96% dei voti totali, è corrisposto un divario di 220 seggi!

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